"Fra le tante esperienze che la malattia mi ha proposto voglio esaminare quella rappresentata dalla presenza degli amici. Come per un passa parola gli amici non mi sono mai mancati giorno dopo giorno. Non vi è stato giorno e non vi è giorno che qualcuno non venga a trovarmi. È un flusso continuo che mi riempie di gioia e non soltanto. Il malato, io, vive come sospeso, fuori dal tempo, vive la sua giornata con dei ritmi lenti, sempre incerto come riempire i vari momenti della giornata. Ecco che arriva un amico e si ferma a parlare; badate è importante che l'amico non venga a consolarti con le parole consuete: non deve dire "su coraggio che ce la fai". L'amico deve venire e parlare di noi, di lui, di me, come si faceva prima. Si racconta della vita dei problemi di tutti, dei problemi comuni, dei ricordi, di avventure fatte insieme, di vacanze passate, di nuovi programmi. È lì che l'amico ti aiuta perché riprende il discorso che era stato interrotto forzatamente qualche settimana prima. Non sei tu con la tua malattia al centro dell'incontro. È più importante parlare di noi, dei nostri nuovi pensieri dei nostri nuovi sogni e speranze sia come singoli sia come gruppo. Ed ecco cosa rappresentano per me in questo momento, e quello che ora capisco che hanno rappresentato anche in passato: sono la benedizione di Dio, la risposta di Dio alla mia sofferenza. Il Signore per far fronte a questa esperienza di dolore non mi ha dato un farmaco miracoloso, non mi ha fatto un miracolo fisico, mi ha donato gli amici per poterla affrontare. Da solo non ce l'avrei fatta e il Signore, consapevole di questo, mi ha benedetto con gli amici, ha dato a ciascuno di loro, senza che essi forse ne fossero consapevoli, il dono, la capacità, la missione di aiutarmi. Ed ecco emerge un'altra verità che tutti noi conosciamo. Abbiamo bisogno degli altri: non si può vivere senza gli altri e questo è ancora più vero nella sofferenza. Qualcuno, distruttivo dice: gli amici alla fine della chiacchierata se ne vanno e tu rimani con tutti i tuoi problemi. Gli amici se ne vanno portando con se una parte di te, e lasciando una parte di se, il ricordo, le emozioni dell'incontro. Sono realtà che aiutano a vivere in comunione e al successivo incontro si riparte da dove si è interrotto l'incontro."

 

Dott Angelo Saitta medico all'Ospedale di Villanova dal 1979 al 2007

Un puzzle per rappresentare il legame, l'amicizia.
Un mondo dove ognuno di noi è unito all'altro grazie all'amicizia,
colorato perché ogni pezzo ha bisogno dell'altro per avere un senso
A.S. due pezzi fondamentali... Sarà sempre con noi

 

Elena Manella

A Lui dedicata:

  • la Sträsfarsa
  • la Partita di basket Memorial Dr. Saitta

               "E LA VITA VA" 
          di Gianluca Gennari
              & Bulla Basket 
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CLASSIFICA
Squadra                          punti
Dinamo Lab Sassari     28
Genova     22
Laumas GiocoParma     22
Seregno Gelsia     11 
HB Torino     10
I Bradipi Bologna      9
Bulla Sport G.Verdi      6
Icaro Brescia      2
PROSSIMA PARTITA                 
 
             Stagione finita

         TUTTI  I  RISULTATI

10° Memorial Dott. A. Saitta

disegno: Alessandro Malacalza

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